DISTANZE OBLITERATE, ANTOLOGIA A CURA DI ALMA POESIA. RECENSIONE DI LUCA ARIANO

DISTANZE OBLITERATE,
antologia a cura di ALMA POESIA.
Recensione di LUCA ARIANO

   

   

Distanze obliterate. Generazioni di poesie sulla Rete (Puntoacapo, 2021, 25,00 €) nasce da una call (così viene definita) della redazione di “Alma Poesia”. Così Alessandra Corbetta definisce Alma Poesia nell’introduzione: “Alma Poesia nasce il 4 aprile 2020. Alma potrebbe definirsi sinteticamente come blog, uno spazio online dedicato alla poesia; nei fatti, però, è un progetto editoriale articolato che si avvale di una redazione composta da persone con percorsi di studio e ruoli professionali differenti, in modo da potere contare su uno scambio ampio e poliedrico, e dell’integrazione con gli strumenti comunicativi offerti dalla Rete, nella convinzione che, se utilizzati cum grano salis, possano contribuire efficacemente alla diffusione della poesia. A oggi Alma Poesia, da me fondata e diretta, si compone della Crew costituita da Valentina Demuro, Francesco Destro, Luca Gamberini, Emanuele Andrea Spano e dei Contributors Alessia Bronico, Giuseppe Cavaleri, Sara Serenelli, Martina Toppi e Sara Vergari.” Sempre Alessandra Corbetta spiega come è nata l’idea di questa interessante antologia: “Per festeggiare il primo compleanno di Alma e per mantenere sempre attiva la connessione online/offline, abbiamo deciso di realizzare questo volume dedicato a Poesia & Rete, uno dei temi della mia ricerca accademica e di uno dei due editoriali che Alma porta avanti. Per Rete intendiamo gli effetti del mediashock sul linguaggio, sul modo di intendere le relazioni, sul senso dell’identità, il peso del frapporsi dello schermo tra noi e gli altri, il mutamento della percezione del tempo e dello spazio, i pericoli e le opportunità offerti dall’online e tutto ciò che, in senso lato, inerisce al Web. L’idea guida è quella di raggruppare i versi di poeti di generazioni differenti per provare a tracciare un filo conduttore sul modo e sul linguaggio usato per parlare, in poesia, dell’argomento e, allo stesso tempo, per monitorare come la rivoluzione digitale abbia o meno impattato sulla scrittura poetica.” L’antologia, pubblicata nella collana Il cantiere, diretta da Emanuele Spano, da un editore come Puntoacapo da sempre attento alle dinamiche della poesia contemporanea che vede, nel suo catalogo, numerose collane di poesie, critica e antologie.

Il titolo di questa antologia è dato da un verso acuto di Giovanna Rosadini: “La soglia vertebrale del possibile/ si coniuga con l’immateriale,/ sono voci in compresenza che dicono/ un mondo di distanze obliterate,/ Babele in cortocircuito temporale.”

L’antologia è divisa in vari capitoli legati a fasce generazionali. Si va dalla fascia 1940-1949 fino al 1990-2000. Viene fornito, per trasparenza e per dare conto del numero di autrici e autori compresi in ciascuna fascia, il seguente prospetto del materiale arrivato e di quello selezionato per il volume dai membri di Alma Poesia. Totale candidature: 135, uomini 78, donne, 57; totale selezionati: 61, uomini 35, donne 26; totale fascia 1940-1949: 5, uomini 2, donne 3; totale selezionati fascia 1940-1949: 2, uomini 1, donne 1; totale fascia 1950-1959: 18, uomini 10, donne 8; totale selezionati fascia 1950-1959: 6, uomini 3, donne 3; totale fascia 1960-1969: 20, uomini 9, donne 11; totale selezionati fascia 1960-1969: 6, uomini 4, donne 2; totale fascia 1970-1979: 31, uomini 18, donne 13; totale selezionati fascia 1970-1979: 17, uomini 7, donne 10; totale fascia 1980-1989: 29, uomini 21, donne 8; totale selezionati fascia 1980-1989: 17, uomini 12, donne 5; totale fascia 1990-2000 (comprendiamo anno 2000 qui perché solo un candidato è nato nel 2000): 32, uomini 18, donne 14; totale selezionati fascia 1990-2000: 13, uomini 8, donne: 5. Questa ripartizione è tratta dalla nota dei curatori.  Come si evince, il numero dei poeti è altissimo, la scelta è stata fatta, come scritto,  in seguito ad una call, mentre  autori sono stati invitati ad omaggiare il lavoro di questa antologia. Leggendo tutti i poeti con una forbice generazionale così ampia, emerge uno spaccato molto interessante della poesia contemporanea che va da alcuni autori canonizzati dalla critica ad altri più giovani semiesordienti o quasi. Alcune poesie sono evidentemente state scritte per l’occasione ed affrontano il tema in maniera un po’ superficiale, quasi per “dovere” mentre altri descrivono con lucida analisi o in maniera distopica l’uso della rete che ha influenzato e influenzerà le nostre vite.

Compito della poesia, dei poeti, degli intellettuali è anche descrivere il mondo che ci circonda con le conseguenti mutazioni sociali e culturali per cui va dato atto alla redazione di Alma di aver pensato a questa antologia che è sicuramente, fino ad oggi, la prima e unica nel suo genere.

Ogni decennio è introdotto dalla riflessione di ogni curatore che ci guida nella lettura delle poesie che, inevitabilmente, mutano non solo da poeta a poeta, ma anche da generazione a generazione.

Come notano Giuseppe Cavaleri e Martina Toppi nei più giovani non c’è nessun riferimento alla rete. Forse che, essendone talmente immersi, ciò è dato per scontato? “Quello che risulta interessante è che, di fatto, la sezione presa in esame non esiste.  O meglio esiste, ma la sensibilità e l’individualità di ogni autore approda a immaginari e luoghi diversi, espressi da un farsi della poesia personale e mai scontato.

Una versificazione libera e, per alcuni, breve e spezzata, dove lo strumento principe della Rete, il telefono, non può essere nominato, quasi a denunciare un’epochè definitiva oppure viene ripetuto alla nausea. Per altri poeti la parola viene lasciata libera di scorrere, travolgendo l’interpunzione, oppure prende nuove forme che fanno l’occhiolino al calligramma e riflettono qualcosa del mondo. Capita però anche che la parola si condensi in un trattino che è inciso, ma anche richiesta di silenzio in un mondo troppo denso di input.”

Ci si chiede allora se siano più interessati all’argomento poeti di generazioni precedenti anche se in maniera occasionale o per le nuove generazioni sia un fatto talmente evidente e superato che non vale la pena scriverne? Sicuramente il leggere Distanze obliterate pone questa e altre questioni, come ad esempio sia cambiato il linguaggio della poesia nei decenni con l’uso dei social e non solo, ma anche dei vari aspetti del web: alcuni poeti affrontano temi come il dark web e la pericolosità di certi giochi che possono portare alla morte volontaria.

Ci auguriamo che questa antologia sia un punto di partenza per tanti autori per tornare a riflettere sull’argomento, mentre per “Alma Poesia” è sicuramente un’attestazione di stima di tanti poeti per il lavoro fatto dalla redazione nella mappatura della poesia contemporanea con varie rubriche: I Versi di Alma dedicati a poesie di grandi autori contemporanei e del passato che continuano senza sosta a parlarci in profondità, commentati e riletti dai membri del team;  Le Chicche di Alma per indagare le tendenze e le evoluzioni della poesia contemporanea, attraverso figure ed eventi che la riguardano; Le Interviste di Alma per instaurare un dialogo diretto con poeti contemporanei dei quali si vogliono mettere sempre più a fuoco il pensiero, le idee e il sentire poetico;  Le Voci di Alma a partire dalle quali, attraverso note di lettura, commenti e recensioni a opere edite o inedite, provare a tracciare nuove traiettorie all’interno della poesia contemporanea esordiente o già affermata;  Gli editoriali di Alma per esplorare questioni di fondamentale importanza legate, ovviamente, alla poesia e al suo esistere all’interno di un contesto socio-culturale, in una prospettiva di scambio aperto e corale, che si avvalga anche di contributi esterni e che faccia della condivisione del sapere competente lo strumento principe del sapere stesso; Le rubriche di Alma dedicate all’approfondimento monotematico di autori che hanno fatto la storia della poesia; Le antichità di Alma per ritornare nel passato classico della poesia e continuare a trarne insegnamento; Le case di Alma dove, attraverso interviste a editori contemporanei di poesia, provare a riflettere sugli scenari odierni con cui le case editrici devono confrontarsi, anche alla luce dei cambiamenti avvenuti a seguito della rivoluzione digitale.

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