FORSE SONO STORIE DI FINE EPOCHE. POESIE INEDITE DI LUCA ARIANO

Forse sono storie di fine epoche.
Poesie inedite di LUCA ARIANO

     

    

*

Non hai più nulla da festeggiare

da anni… forse ci tenevano loro,

e tu a fingere di celebrare

come quando avevi costruzioni

da montare, fantasie da sviluppare.

Sono crollati quei ponti

e tu a osservare mattoni frantumati.

Dove mai sarà lei?

Luoghi che non vedrai più,

viaggi che non farai ma oggi

in cucina il tuo piatto preferito,

per sentirti bambino per un giorno

davanti a strade un tempo immense.

Era tutto smisurato come campi

Divenuti cemento, alberi abbattuti

di terreni franati su case abusive.

T’incuteva rispetto quella divisa

ma li vedi confusi tra manganellate,

spacciatori e prostitute;

forse sono storie di fine epoche,

civiltà mai sorte ma spesso

un po’ di cenere di vulcani,

epidemie e di quell’Impero

la fine sarebbe stata segnata.

  

*

Per te il tiglio una tisana

per riscaldare l’inverno…

miele per la gola,

il naso storto di starnuti.

Ora pedali sotto viali abusati di versi

con pantaloni e scarpe infiorettate,

l’odore mescolato ai temporali

quasi stordisce il respiro:

non vedi l’ora di un cenno

salendo le scale d’un fiato.

L’amore ai primi caldi senza contare

ore mentre Giugno stagione di addii:

non riconoscerai le strade,

nomi e scoprirai sotto i calanchi

in boschi discariche abusive.

Per secoli cercarono porcini,

castagne, frutti di bosco senza scorgere

scherani di feudatari:

in segreto un contadino aiutò Belisario

a passare le mura conquistando la città.

   

*

Da quel settimo piano

vorresti vedere tutta Bologna,

magari fino ai colli,

le luci di San Luca…

Quel balcone vista cemento

Anni Cinquanta, una targa

a ricordare le bombe:

non lontano partigiani e tedeschi.

Confondi sempre il tramonto

a tetti tra creta e selenite:

di quei canali a portare pietre

più nulla, camion in coda

sulle tangenziali.

Avresti voluto vivere lì?

La scusa per scendere in piazza

ma ora che la nebbia picchia duro

si appannano i tuoi occhi mascherati

nella paura di un inverno barricato

mentre attendi spuntare trecce

dall’uscio o su un balcone celato

dai colori delle foglie cadute.

   


Luca Ariano (Mortara – PV 1979) vive a Parma. Di poesia ha pubblicato: Bagliori crepuscolari nel buio (Cardano 1999), Bitume d’intorno (Edizioni del Bradipo 2005), Contratto a termine (Farepoesia 2010, Qudu 2018) e Tracce nel fango (Ultranovecento, 2011) oltre a testi presenti in antologia. Ha curato Vicino alle nubi sulla montagna crollata (Campanotto 2008) e Pro/Testo (Fara 2009). Nel 2012 per le Edizioni d’If è uscito il poemetto I Resistenti, scritto con Carmine De Falco, tra i vincitori del Premio Russo – Mazzacurati. Nel 2014 per Prospero Editore ha pubblicato l’e-book La Renault di Aldo Moro con una prefazione di Guido Mattia Gallerani. Nel 2015 per Dot.com.Press-Le Voci della Luna ha dato alle stampe Ero altrove, finalista al Premio Gozzano 2015. Nel 2016 presso la Collana Versante Ripido / LaRecherche.it è uscito l’e-book di Bitume d’intorno con una nota di Enea Roversi. Nel 2018 per Qudu è uscita una nuova edizione di Contratto a termine con la prefazione di Luca Mozzachiodi. Nel 2021 per Il Leggio Editore nella collana di Gabriela Fantato ha pubblicato La memoria dei senza nome con una prefazione di Alberto Bertoni e un’intervita di Luigi Cannillo. È redattore di Atelier e de Le Voci della luna. Sue poesie sono tradotte in francese, spagnolo e rumeno.

   

   

 

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