Un gelato al limon: il versante liquido dell’eros. Versi di Francesco Sassetto
Caffé
Ricordi?
Quel caffè in campo Santa Margherita, io e te seduti
a un tavolino
con le gambe storte, noi due così vicino e un
vassoio di latta scolorita.
E colava lento, a sorsi misurati, quell’aroma scuro
dentro la tua bocca e parlavi di te e di me, della vita
di adesso e dei giorni andati,
delle canzoni di Fossati e di De Andrè.
E s’arrestava qualche goccia alle tue labbra, si
posava lieve e là sostava un poco,
poi con la punta della lingua la portavi nell’oscurità
della tua bocca.
Altro sorso nero calava ancora, ancora fuoco.
E schioccavano tra i denti i pasticcini, briciole
giocavano sopra le tue labbra mentre sbiadiva il
velo del rossetto annegato nelle gocce del caffè.
Erano per me le tue belle labbra di carne e
cioccolato,
ridevano al tuo grande sorriso che brillava.
Era tutto per me, quel giorno,
che mi aspettava.
Mi sembra di assaporarlo quel caffè.
Mi piaci, ti seguo.
Toglimi una curiosità, però: mi ha colpito particolarmente l’immagine in alto di questo post.
Mi ricorda incredibilmente un artista (che definirei di nicchia) di cui ho potuto ammirare un quadro ad Amsterdam. Non credo sia una sua opera, ma ci assomiglia. Sto parlando di Carel Willink….è lui?
Alla prossima, ‘notte 🙂