POETI A CONFRONTO, RUBRICA A CURA DI CLAUDIA ZIRONI: CINZIA DEMI, MAURO FERRARI, MASSIMILIANO MARRANI, VALERIA RAIMONDI, SALVATORE SBLANDO

Poeti a confronto,
rubrica a cura di CLAUDIA ZIRONI:
CINZIA DEMI, MAURO FERRARI, MASSIMILIANO MARRANI, VALERIA RAIMONDI, SALVATORE SBLANDO

      

    

In questa rubrica vi proponiamo il punto di vista sul tema della fanzine Versante Ripido, “RUMORE BIANCO – L’ILLUSIONE DELL’INFORMAZIONE”, di diversi autori, con una sola poesia a testa, a esemplificazione e dimostrazione di come la parola poetica possa fornire una molteplicità di spartiti aderenti a un medesimo assunto:

Cinzia Demi propone un testo inedito, facente parte di una raccolta dal titolo “Labirinto”, che tratta dell’incomunicabilità come male dell’età adulta. La lirica si attiene a un metro rigoroso come a voler sottolineare il dilatarsi del tempo angoscioso trascorso nel labirinto del silenzio.

Mauro Ferrari, in una felice allegoria dal tono epico, inedita, invita alla cautela i naviganti “commercianti di luce”, dove la luce – materiale non mercificabile, in realtà – rappresenta e la solidità dei valori e la parola poetica in tutta la sua capacità di smuovere gli animi e le coscienze verso un bene comune, fornendo indicazioni e un incoraggiamento finale per non perdere la rotta.

Commento la poesia di Massimiliano Marrani con le parole stesse che l’autore ha scelto per accompagnarne l’invio: “Ti allego una poesia che forse va nel verso opposto, cioè nella possibilità (credo) di poter parlare a una sola persona come fosse una lettera, nonostante il linguaggio, la gente e il tempo, il linguaggio qui inteso come inevitabile caos ma unico ponte verso il mondo, gli altri.” La persona a cui si rivolge è il figlio Danilo. La poesia proposta è edita nella raccolta Anche se gli alberi (Lietocolle, 2021).

Valeria Raimondi esprime in quartine in forma chiusa, inedite, ricche in rime e allitterazioni, i suoi sconcerto e disillusione per la manipolazione e l’abuso della parola («ormai “sfinita”» e per l’incapacità del verbo a rendere il pensiero.

Salvatore Sblando sceglie un testo, parte della raccolta inedita “Pagnotte”, in cui è il sentimento che, seppur forte, non riesce a scavalcare il rumore di fondo per esprimere tutta la sua in-potenza e brucia, nella metafora del sigaro, in un ultimo guizzo, soffocando tra le sue ceneri.

     

Cinzia Demi

   

    affacciati sulla balza

dell’infanzia rivoltiamo

il piano sequenza

dell’età   asfaltiamo

le culle e le sere

toccate dal rosso

   restiamo in silenzio

ognuno preso dal

proprio labirinto

richiamando il respiro

a ogni linea

   sfumata nella

variante più chiara

mentre il muro del

giardino si accosta

nell’ombra alla ghiaia

   il nostro corpo non

è centrato nella sua

evoluzione   ma

ammansito dalla

visione   si spinge

   nel guado di ogni

volo a trasformare

l’altezza schivando

l’estraneità puntuale

l’unica certezza

    

Cinzia Demi, Laurea Magistrale in Italianistica, nata a Piombino vive a Bologna. Dirige con G. Pontiggia la collana Cleide (Minerva), cura la rubrica Missione Poesia, Altritaliani. Numerose le pubblicazioni di poesia, saggistica e narrativa tra cui: La causa dei giorni; tra poesia e parodia: Incontriamoci all’Inferno Caterina Sforza. Una forza della natura fra mito e poesia; Ersilia Bronzini Majno. Immaginario biografico di un’italiana fra ruolo pubblico e privato; Voci Prime. Ha curato antologie tematiche e di critica. È tradotta in varie lingue. È traduttrice per la Puntoacapo. Tra gli eventi: Un thè con la poesia, Bologna; Festival Piombino in Arte. Tra i riconoscimenti: 2019, Académie Mihai Eminescu Craiova; 2020, Nomina a membro titolare de l’Académie Tomitane di Costanza; 2021, Premio Inter.le Camaiore a Corpo impossibile di Attila F. Balás, da lei tradotto; 2021, Premio Narrativa INPS per Voci Prime e video su Rai Cultura Letteratura. Sito personale: www.cinziademi.it

*

   

Mauro Ferrari

   

Indicazioni per i commercianti di luce

    

L’approdo deve essere cauto,

le rotte scelte con cura, ché poche

hanno il favore del vento,

correnti amiche e dèi benigni,

ma tante sono infide per scogli,

secche e misteri brumosi:

molti con cui scambiaste

un motto o un cenno

sono mutati  in pietra

o trafitti da un riso perenne,

presi nel gorgo o fatti corallo.

   

La luce è il vostro commercio,

estratta dalle tenebre ed elargita

senza patteggiamenti

ai ciechi che il nulla chiamano

vita: gli occhi bruciati dal buio,

le mani sozze dal trafficare

merci proibite – le più richieste.

In quella notte senza sogni

hanno affinato gli altri sensi,

le loro vere armi.

Siate cauti nel contrattare,

quindi, perché vi distrarranno

fingendo di non sapere,

vaneggiando di sirene

o allettandovi con più notte,

e più nera, che una vita possa sfidare.

    

Allora sia saggio l’approdo

e scelto con cura, se ancora esiste.

Voi commerciate in luce: siate orgogliosi.

    

Mauro Ferrari (Novi Ligure 1959) è direttore editoriale di puntoacapo Editrice. Tra le pubblicazioni: Il libro del male e del bene, antologia ragionata (puntoacapo 2016); Vedere al buio (ivi 2017); La spira. Poemetto (ivi 2019). Ha pubblicato la raccolta di saggi Civiltà della poesia (puntoacapo, Novi 2008) e i racconti Creature del buio e del silenzio (ivi 2012). Ha fondato nel 1995 e diretto fino al 2007 la rivista letteraria La clessidra; ha curato varie antologie poetiche e critiche. Ha fondato l’Almanacco Punto della Poesia italiana (puntoacapo) pubblicato in cartaceo dal 2010 al 2016 e poi evolutosi nel sito www.almanaccopunto.com. Come anglista si è interessato di Conrad, Tomlinson, Hughes, Bunting e altri poeti contemporanei. È stato direttore culturale della Biennale di Poesia di Alessandria e attualmente è presidente della sua evoluzione, la Biennale italiana di Poesia fra le arti.

*

   

Massimiliano Marrani

   

Il lago è un’isola circondata dalla terra e

io ti mostro la luna che si muove.

Dopo la casa, dobbiamo ruotare come viti nel   legno

per ritrovarla rovesciata sul crinale nero,

come la mano guantata di un uomo.

Siamo qui per prendere atto

di occupare uno spazio nella mente dell’altro.

Non è colpa della natura o della gente

ma del linguaggio e del tempo se cerchiamo un destino nella mano di un altro,

se dopo millenni la luna posa

lo stesso fazzoletto di gelida terra

sul viso che la guarda.

E ora che a guardarla sei tu,

provo spavento.

Sei un bambino e sei vecchio.

Morbida pietra. Mio cuore esterno.

Danilo,

la poesia è un lago.

Essa dorme la sua morte all’estremo,

chiusa al pubblico, alla terra e al cielo.

Non c’è un ingresso o un’uscita,

come la vita

puoi solo trovarti nel mezzo.

   

Massimiliano Marrani nasce nel 1969 a Bologna, città nella quale vive.
Ha pubblicato Anche se gli alberi, Lietocolle 2021 (la poesia presentata appartiene a questa raccolta), Al largo nella città, Quaderni del Bardo, 2022.

*

   

Valeria Raimondi

   

La parola è ormai “sfinita”,
giunge tardi, come ombra, sulle cose,
detta o scritta porta dentro il suo declino,
già rivela il suo languore, dal mattino.

Muta il Verbo nella notte, ammutolisce,
ammutinato ammaina le sue vele,
bianca sventola la mano e già s’adombra
e si “sfa” subitamente in schiuma, l’onda.

E l’idea, forte urlo che vorrebbe

rivelare  solo il Buono, il Giusto, il Vero,
pare fiato sopra il collo del “già detto”
un respiro che lo specchio appena appanna.

    

Valeria Raimondi, poetessa bresciana, contribuisce alla nascita, nel 2010, dell”associazione culturale – Movimento dal Sottosuolo. Nel 2016 alcune sue poesie vengono tradotte in lingua albanese e inserite in un’antologia a tre voci con i poeti Beppe Costa e Jack Hirschman. Nel 2018 dieci componimenti in lingua portoghese vengono pubblicati e presentati a San Paolo del Brasile.
Nel 2011 pubblica la silloge – Io No (ex-io); nel 2014 – Debito il Tempo, opera vincitrice del Premio Eros e Kaìros; nel 2021 – Il Penultimo Giorno, con Fara ed.
Nel 2019 cura l’opera collettiva -La nostra classe sepolta, cronache poetiche dai mondi del lavoro di Pietre Vive ed. Tra marzo e giugno 2020 pubblica nel blog Carmilla e sulla rivista MicroMega alcune testimonianze sulla pandemia in Lombardia.

*

    

Salvatore Sblando

    

Nel fondo

   

Cerco nel fondo rosso

                     di un vino passito

   le parole che non dici

contorni di vocali e consonanti

   nel fumo di un sigaro

        che s’affaccia alla finestra

Tabacco che arde

             ogni equilibrio

e si spegne

       non prima di aver bruciato

          le mie dita

    

Salvatore Sblando nasce nel 1970 a Torino dove risiede e lavora nella locale azienda di trasporti.
Attivo nel panorama letterario torinese, è stato fra i curatori di diversi festival letterari. Nel 2015 inaugura “Aperipo-Etica”, rassegna di cultura, poesia e letteratura contemporanea. Nel 2016 fonda l’Associazione culturale “Periferia Letteraria” di cui è tuttora presidente. Tra i redattori della rivista di poesia e cultura “NiedernGasse”. Ha pubblicato le raccolte poetiche “Due granelli nella clessidra” (LietoColle 2009), “Ogni volta che pronuncio te” (La Vita Felice 2014),“Lo strano diario di un tramviere” (La Vita Felice 2020). È ideatore e curatore, insieme a Salvatore Contessini, del progetto antologico “Dalla stessa parte-Uomini contro la violenza sulle donne” (La Vita Felice 2021). Cura un proprio LIT(tle)-blog dove ospita le migliori e promettenti voci del panorama poetico italiano http://www.larosainpiu.org 

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